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Cari amici del blog vinidimiriam,

finalmente riesco a pubblicare il nuovo video! Come in tutti i viaggi avventurosi e pieni di entusiasmo che si affrontano durante la vita  non potevano mancare alcuni ostacoli incontrati durante il percorso.

L’uscita del video è stata rimandata di diverse settimane a causa di difficoltà tecniche incontrate dai musicisti che stanno collaborando con me per realizzare le colonne sonore delle video-degustazioni.

Non so se sapete che non è possibile utilizzare in video pubblici delle musiche di autori protette da diritti, quindi ho chiesto a dei musicisti professionisti di creare delle musiche originali appositamente per i miei video. Questo richiede ovviamente più tempo rispetto al semplice caricamento di una musica già esistente.

Ma la perseveranza è la virtù dei forti, ed ecco che il nuovo video è pronto con tanto di colonna sonora originale.

Approfitto per ringraziare il chitarrista e cantante Vincenzo Aisler e il bassista Francesco Minopoli per il loro prezioso contributo.

Ho conosciuto Vincenzo e Francesco cinque anni fa, quando lavoravo in un ristorante di Roma nella zona di Via Giulia, “Il Gonfalone”, che purtroppo è stato chiuso un paio d’anni più tardi. Il ristorante aveva una sala al piano inferiore con un bar all’americana e lo spazio per fare la musica del vivo.

Una sera Vincenzo e Francesco hanno suonato nella sala del ristorante. Il loro duo si chiama Frock Rock (che in inglese significa “abito rock”) ed esegue cover dei principali autori della storia del rock, dai Pink Floyd ai Led Zeppelin, dai Deep Purple ai Rolling Stones, oltre a brani di rock italiano originali.

E così, tra un bicchiere di vino e un assolo di chitarra è nata la nostra amicizia.

Rivedendo il video con e senza musica, riflettevo sull’importanza dell’unione di questi due elementi: immagini e suoni. Due elementi distinti, con caratteristiche proprie, che una volta uniti insieme danno vita ad un’alchimia imprevedibile. Ed è così che la musica regala un nuovo ritmo alla successione dei fotogrammi.

E’ un accostamento che mi ricorda l’abbinamento cibo-vino, due elementi con caratteristiche ben definite, che quando si uniscono danno vita a un’incredibile armonia dei sensi.

Ed è lo stesso anche per l’incontro tra due persone che, a partire dalle loro multiformi caratteristiche e nella loro unicità, riescono a dare vita a un’insieme armonico, che è qualcosa di più e di diverso dal singolo preso nella sua individualità.

Oggi sono in vena di riflessioni filosofiche…non si era capito?

Ma passiamo subito a parlare della video-degustazione di oggi.

“Alea Viva” è un vino sorprendente, che continua a cambiare nel bicchiere e che ci parla in modo marcato della sua terra di origine. Ci troviamo nella parte nord del Lazio, nella zona di Gradoli, vicino al Lago di Bolsena, che è il più grande lago vulcanico d’Europa!

La natura vulcanica del terreno e la vicinanza dell’acqua creano un microclima perfetto per la viticoltura.

L’azienda è relativamente giovane, nata nel 2004, grazie al coraggio e alla visione del futuro di Andrea Occhipinti, un giovane produttore che, dopo aver conseguito la Laurea in Agraria all’Università della Tuscia viterbese, ha deciso di mettere in pratica quello che aveva studiato scommettendo proprio sulla zona di Gradoli e sui suoi vitigni autoctoni che sono il Grechetto Rosso e l’Aleatico.

Per coloro che sono abituati a pensare all’aleatico prevalentemente come a un vino dolce semplice e fruttato, l’assaggio di questo prodotto non potrà che rivelarsi imprevedibile.

L’aleatico è un vitigno semi-aromatico e nella sua vinificazione in versione secca, le note floreali e fruttate tipiche di questa famiglia di vitigni spiccano con potenza e nitida definizione.

Ma il vino racchiude un notevole spessore, rivelando molto di più rispetto a quello che può sembrare un semplice manto di affascinanti sentori legati all’aromaticità del vitigno.

“Alea Viva” è un vino dinamico e in continua evoluzione nel bicchiere.

Entusiasma fin dall’osservazione del colore, di una tonalità rubino con un’unghia che vira verso il granato. Un colore profondo, impenetrabile ma al tempo stesso in grado di sprigionare scintille di luce.

L’esame olfattivo ci seduce, con l’ingresso declinato su note floreali di rosa e violetta e sensazioni fruttate di tonalità scura, che evocano i frutti di bosco e la prugna.

In seconda battuta si dipana lentamente l’anima più misteriosa del vino, legata verosimilmente al territorio di origine vulcanica, rivelando una sensazione olfattiva ferrosa.

L’assaggio non delude, sprigionando una perfetta corrispondenza gusto olfattiva. Il vino avvolge la bocca e successivamente la pulisce, confermando anche in bocca la senzazione avuta al naso di una progressione nel bicchiere.

Un ingresso soffice, avvolto da sensazioni floreali e fruttate e un ampio sviluppo gustativo in bocca, che vira progressivamente verso un cuore più balsamico ed etereo per concludersi con un finale più misterioso, con una notra quasi amarognola, che rievoca le note ferrose e sanguigne perpecite all’olfatto.

Gli abbinamenti possono essere molteplici proprio a causa di queste due anime, una più soave e una più cupa, che sembrano coesistere nel bicchiere.

L’abbinamento più gettonato è quello con la carne di maiale, dalla semplice porchetta a un più raffinato arrosto.

Non ci resta che vedere il video e poi andare a sperimentare sul campo l’abbinamento.

Al prossimo video!

Lasciateci i vostri commenti e le vostre domande.

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