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Cari amici del blog,

sono davvero felice di poter condividere con voi la nuova video-degustazione!

Oggi assaggiamo un vino bianco prodotto nel Collio friulano.

Si tratta di “Kai” 2009 di Paraschos, vino da uve friulano 100%, da vigne vecchie di 75 anni.

Questo vino viene prodotto a San Floriano del Collio, in provincia di Gorizia, in una zona collinare particolarmente vocata per la viticoltura, grazie alla vicinanza delle montagne e al microclima ventilato, ma soprattutto grazie al particolare tipo di terreno soprannominato dalla gente del luogo ponka: si tratta di uno strato superficiale di argilla finissima al di sotto del quale si trovano rocce marnose ed arenarie.

La ponka caratterizza profondamente i vini di questo territorio, che si distinguono per la loro personalità spiccata e per la loro sottile e persistente scìa minerale.

il produttore Evangelos Paraschos, che deve il nome alla sua origine greca, ha acquistato questa azienda nel 1998. Ancora oggi l’azienda è a conduzione familiare. Da sempre preoccupato del rispetto dell’ambiente e delle piante stesse, il produttore non utilizza più alcun prodotto chimico in cantina a partire dal 2003.

Il suo attento e scupoloso operato, sia in vigna che in cantina, riesce a restituire con nitidezza ma al tempo stesso con leggerezza l’anima di questa terra: i suoi vini riescono ad essere contemporanemanete profondi e leggiadri, complessi e conviviali.

E’ proprio questo procedere parallelo delle sensazioni gusto-olfattive che rende particolarmente affascinante e sorprendente l’assaggio del Friulano “Kai”. Ci troviamo di fronte ad un vino che si scopre graudualmente, mantenendo un iniziale alone di mistero e dispiegando le sue sfumature organolettiche solo con il passare dei minuti.

Soltanto un degustatore che sappia concedere al vino il tempo di presentarsi potrà apprezzarne tutte le sfaccettature sensoriali.

“Kai” 2009 è prodotto con una fementazione di alcuni giorni sulle bucce in tini di rovere, utilizzando solo lieviti indigeni e senza controllare le temperature. L’affinamento avviene in botti grandi. Il vino rimane a riposare sui propri lieviti all’interno delle botti per almeno 24 mesi prima di essere imbottigliato.

Il Friulano “Kai” si presenta subito come un vino intrigante sin dall’esame visivo, con il suo caldo colore dorato e dotato di una intensa luminosità, i suoi archetti fitti e la sua trasparenza imperfetta dovuta all’assenza di filtrazione.

L’esame olfattivo non delude, con un ampio ventaglio di sensazioni che si susseguono e si intrecciano: dal sentore floreale di camomilla a quello di frutta esotica, dalla sensazione terziaria di canfora a quella minerale dovuta al terroir. Al naso si intuisce il passaggio in legno sin dall’ingresso declinato su una nota delicata di vaniglia che poi evolve in una sfumatura balsamica. Da non dimenticare poi la tipica sensazione finale ammandorlata, che non è dovuta al legno ma appartiene proprio al vitigno Friulano.

L’esame gustativo procede di pari passo, con una impeccabile corrispondenza gusto-olfattiva: ritornano le componenti fruttate, si riaffaccia la nota amaricante, la freschezza e la sapidità sono perfettamente bilanciate dalla morbidezza e dall’alcolicità.

Il vino non è statico nel bicchiere, ma continua ad evolversi e a soprenderci, man mano che trascorrono i minuti. Anche in bocca profondità e levità si intrecciano.

Proprio in virtù dell’origninalità del vino gli abbinamenti possono essere molteplici e fantasiosi: si può spaziare da un panino con il pastrami (specialità gastronomica della cucina romena molto popolare negli USA: si tratta di una preparazione a base di carne di manzo e spezie) a un’insalata con il petto d’anatra, da un tagliere friulano a base di prosciutto San Daniele e di formaggio Montasio, a un piatto fusion, con spaghetti di soia, gamberoni, verdure saltate e spezie.

Anche un tipico abbinamento regionale potrebbe essere particolarmente indicato, quello con il frico: formaggio cotto in padella con il burro.

Se gli abbinamenti che vi abbiamo suggerito vi incuriosiscono, sperimentateli e poi fateci sapere come è andata, lasciando un commento sotto l’articolo.

Prima di salutarvi e di lasciarvi alla visione del video voglio fare un ringaziamento speciale a Domenico Romeo che, nonostante i suoi tanti impegni, ha trovato il tempo per realizzare la collona sonora originale per questo video.

Domenico è un ingegnere informatico, appassionato di composizione musicale. In particolar modo ama creare brani di genere dance o elettronico. Per il nostro video di oggi però ha voluto rimanere su un tipo di accompagnamento più soft.

Cosa ne dite, vi piace l’accostamento tra descrizione del vino e note? Mi sembra che la leggiadria della musica si sposi molto bene con la piacevolezza del vino in degustazione.

Non mi resta che augurarvi buona visione!

Ci vediamo al prossimo video.

Miriam

 

 

 

 

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